PROGETTO FUCINA: A CASA DON DIANA SI INSEDIA IL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO

Casa Don Diana

 

Innovazione, eccellenza, beni confiscati, economia sociale. Il progetto Fucina, che prevede la realizzazione di un FabLab territoriale come incubatore di innovazione sociale nel bene confiscato alla camorra “Casa Don Diana”, a Casal di Principe, punta a coniugare occupazione, sviluppo e liberazione dalle mafie.

A fornire un valido supporto al FabLab sarà il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) che, contando su nomi di spicco del mondo dell’Università, dell’innovazione e dell’impresa, si è già insediato ed è al lavoro per suggerire idee e contributi.

“Una bella iniziativa che lancia una nuova sfida in un territorio difficile, ma anche ricco di potenzialità, come già emerso attraverso il progetto La Res”, commenta Marco Musella, presidente del Comitato Tecnico Scientifico di Fucina, referente di Iris Network.

Musella, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università “Federico II” di Napoli, sottolinea che “il CTS accompagnerà tutte le azioni che saranno svolte nell’ambito del progetto, nella certezza che l’introduzione dell’innovazione tecnologica nei processi di sviluppo è la strada giusta per promuovere un’economia diversa a partire dall’uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata”.

Come segretaria del CTS è stata individuata Rossana Maglione, referente dell’associazione Futuridea.

“Il CTS è chiamato a dare maggiore eco e spessore al progetto, garantendo l’eccellenza di un laboratorio che dovrà essere all’avanguardia, competitivo, aggiornato, innovativo e in contatto costante con tutte le reti dell’innovazione. Il FabLab del progetto Fucina – afferma Maglione – dovrà diventare per gli altri modello di buone pratiche, un FabLab competitivo che dovrà essere sempre il primo a dare le direttive e a rappresentare l’eccellenza”.

Il progetto si svilupperà su quattro aree tematiche: alimentazione sana, casa intelligente, comunicazione sociale per l’inclusione e i beni comuni, energia pulita.

“Il Comitato Tecnico Scientifico rappresenterà l’anello di congiunzione tra l’incubatore, il mondo della ricerca, della scuola, del lavoro e delle professioni con il compito di sostenere lo sviluppo di intese e alleanze formative e strategiche per le persone, le imprese e le istituzioni che diventeranno consumatori dei prodotti e servizi realizzati”, spiega Michele Mosca, vicepresidente del CTS.

Per Mosca, docente universitario e referente del Comitato Don Diana all’interno del CTS, l’obiettivo del progetto Fucina è chiaro: “Rafforzare le reti di persone, organizzazioni private e pubbliche che sono nate sul fronte dell’implementazione dell’economia sociale come alternativa a quella criminale e che, attraverso il riuso sociale e istituzionale dei beni confiscati e il reinserimento lavorativo di persone svantaggiate, ha dimostrato in questi anni che un’altra via è possibile”.

I componenti del CTS, oltre a Musella, Mosca e Maglione, sono: Maria Santoro per il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Napoli ‘Federico II; Massimiliano Rendina per il Dipartimento di Ingegneria dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”; Maria Antonietta Sbordone per il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”; Amleto Picerno per la Fondazione Idis – Città della Scienza e Flaviano Zandonai per Euricse, Istituto Europeo di Ricerca sull’Impresa Cooperativa e Sociale con sede a Trento.

In via preliminare il CTS dovrà sostenere il programma di incubazione delle idee d’innovazione sociale, il piano di valutazione di impatto sociale, il piano di monitoraggio e la definizione dei prodotti e materiali didattici, apportando le competenze delle organizzazioni di appartenenza, esprimendo pareri sugli strumenti operativi in corso di elaborazione o elaborati, ovvero suggerendo tecnici agli esperti sulle modalità per il raggiungimento degli obiettivi e il rispetto del cronoprogramma del progetto.

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