Mamadou: via dal ghetto per inseguire il suo sogno

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Il ragazzo del Mali accolto nel progetto.

“Vi prego aiutatemi, non posso più stare al ghetto. La sporcizia è tanta e ho paura per tutto quello che accade lì”.

Fu il grido di aiuto di Mamadou, un ragazzo del Mali segnalato dallo sportello migranti della CISL locale e arrivato in Capitanata nel settembre del 2021, con tanto di permesso di soggiorno e contratto agricolo regolare. Inserito inizialmente nel progetto “Più Supreme”, dedicato a lavoratori stranieri e realizzato nel centro di accoglienza “Casa di Abraham e Sarah”, Mamadou ha incontrato l’housing sociale di Abitare le Relazioni, sostenuto da Fondazione con il Sud.

Qui, nel corso dei mesi, ha realizzato un percorso di integrazione e formazione, trovando una situazione lavorativa dignitosa: impiegato in un grande laboratorio di pasticceria. Vive a Masseria Anna Ceci, una delle strutture interessate dal progetto che ha come capofila la Fondazione Siniscalco Ceci-Emmaus e che coinvolge Emmaus comunità sulla strada, Smile Puglia, Consorzio Mestieri Puglia e Aranea consorzio. Grazie a questa soluzione abitativa, è riuscito a ottenere la residenza, una delle conquiste più importanti per i migranti, in grado di consentirgli di guardarsi intorno e intraprendere un reale processo di inserimento nel tessuto sociale.

Oggi Mamadou è sereno, studia l’italiano e a maggio darà l’esame in lingua. Presto prenderà anche la patente di guida: il suo sogno è dare vita a una piccola impresa di ristrutturazioni edili. Il suo ambito lavorativo di riferimento, infatti, è quella della muratura.

Tirare fuori migranti dai ghetti è un obiettivo di Abitare le Relazioni volto a rendere più umano il territorio.

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