TEATRO MEDITERRANEO I MENENI

Mineo, un piccolo paesino nella provincia di Catania dove da tre anni si trova il più grande Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo d’Europa (CARA). “Laboratorio di futuro” è l’idea che l’ente gestore da sempre ha voluto realizzare, offrendo enormi possibilità ai migranti ospiti, una di queste è l’espressione artistica, attraverso la forma della recitazione. Il Teatro Mediterraneo, nato proprio dall’unione di diversi enti del territorio, ha avviato dunque un progetto artistico che coinvolge tout court i migranti integrandoli all’interno dello spettacolo “I meneni”, che sono appunto gli abitanti di Mineo. Il cambiamento che ha investito il territorio, e il mix di culture che si è creato, ha dato vita a uno spettacolo fatto di un connubio tra le realtà siciliana e quella di culture altre, che il drammaturgo Massimiliano Perrotta scrive in chiave “ironica”. Ne è venuta fuori una baraonda incredibile e un riscatto da parte dei migranti partecipanti che hanno trasformato la rappresentazione in uno spettacolo “diverso”, nuovo, pieno di colori, sapori e vivacità. Una esperienza nuova per gli ospiti del centro, dunque, che dal loro punto di vista hanno vissuto una “avventura” nuova e forte, sia per l’interazione con un grande regista teatrale di fama internazionale, qual è Walter Manfrè, sia per la possibilità di condividere con attori professionisti e abitanti del territorio la costruzione dello spettacolo, sia dal punto di vista della rivisitazione del copione, che nella costruzione delle scenografie. Una bellissima esperienza artistica, culturale e umana che non può che non essere raccontata attraverso lo stesso modello con cui è impostato lo spettacolo: i due punti di vista nel video, così come sono due le culture che si integrano nello spettacolo. In che modo è stata vissuta questa esperienza dai migranti? Un confronto dunque tra il “video ufficiale” dello spettacolo e il “backstage”, fatto di immagini e video “rubati” dai telefonini dei migranti, le “pause”, i “dietro le quinte” e gli scambi interpersonali che ne sono scaturiti, portando oltre all’esperienza artistica, una esperienza umana per tutti i partecipanti. Esperienza che da Mineo è stata trasposta nella capitale e che andrebbe condivisa con l’Italia intera. Quale strumento migliore di quello artistico per mostrare la bellezza di persone di etnie e culture differenti che condividono il forte sentimento di aggregazione di uno spettacolo? Perché non raccontarlo…

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